Il gratuito patrocinio: la giustizia accessibile per tutti

Il gratuito patrocinio: come accedere ad un diritto inalienabile

conosci questo diritto sancito dalla Costituzione?

Forse non tutti sanno che, ai fini di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi nell’ambito di un procedimento civile, penale, di volontaria giurisdizione,contabile,amministrativo e tributario, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato iscritto in apposite liste e la sua assistenza a spese dello stato in ogni grado del processo.

Il cosiddetto gratuito patrocinio trova come fonte normativa di riferimento il D.P.R. 115/2002, testo Unico in materia di spese di giustizia ed è finalizzato all’attuazione dell’art. 24 della Costituzione che così recita: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti soggettivi ed interessi legittimi. 

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Il gratuito patrocinio: quando la giustizia è accessibile

–  Chi può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato?

 Il richiedente deve essere cittadino italiano, apolide, straniero con regolare permesso di soggiorno oppure un’associazione senza fini di lucro che non esercita attività economiche.

– Quali sono i limiti reddituali?

Il richiedente deve essere titolare di reddito annuo imponibile risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi non superiore ad Euro 11.493,82 ( i limiti di reddito sono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione dell’indice dei prezzi accertata dall’Istat). 

Il reddito da tenere presente ai fini in questione è quello complessivamente risultante dalla somma dei redditi di tutti i cittadini conviventi, che siano coniugi o familiari. In questa circostanza, però, il limite di reddito sopra indicato è aumentato di Euro 1.032,91 per ogni familiare convivente.

Solo quando siano in contestazione diritti della personalità (come nel caso della separazione personale) si fa riferimento esclusivamente al reddito del soggetto istante.

Attenzione: il mutamento delle condizioni reddituali in corso di causa comporta la revoca o l’ammissione precedentemente negata in sede di istanza.

Il gratuito patrocinio: la giustizia accessibile

-Chi non ha diritto al gratuito patrocinio nei procedimenti (ad eccezione dei procedimenti penali)?Il gratuito Patrocino

Chi sostiene ragioni manifestamente infondate e chi intenti una causa per cessione di crediti.

Come si accede al gratuito patrocinio in sede civile?

E’ necessario presentare istanza di ammissione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui si svolge il procedimento, personalmente o tramite il difensore.

Attenzione: ad oggi, gran parte dei Consigli accetta solo le istanze inviate telematicamente.

La richiesta di ammissione non comporta alcun costo a carico del richiedente.

Il modulo di istanza è comodamente scaricabile dai siti internet dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati di riferimento, siti in cui è reperibile l’elenco dei documenti necessari da allegare all’istanza.

Entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza, il Consiglio dell’Ordine competente, valutata la fondatezza della domanda, emette provvedimento di accoglimento, rigetto o non ammissibilità.

(In caso di esito negativo la domanda può essere presentata al magistrato competente per il giudizio entro 20 giorni dalla notifica del diniego). 

AVVERTENZA: In relazione all’attività stragiudiziale svolta dall’avvocato e non seguita dell’attività giudiziale per la quale il cliente è stato ammesso al beneficio dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, non possono essergli chiesti compensi: ne consegue che, giustamente, il professionista è passibile di sanzione, per violazione degli articoli 5 e 6 del codice deontologico e dell’art.85 del D.p.r.115/2002, ove, a seguito di ammissione al gratuito patrocinio del proprio assistito, chieda ulteriori compensi rispetto a quelli liquidati dallo Stato.

 

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