La mutua dei lavoratori privati e dipendenti

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E’ LICENZIABILE IL LAVORATORE IN MUTUA CHE ESCE DI CASA PER ANDARE A RITIRARE LE ANALISI DURANTE L’ORARIO DI REPERIBILITA’?

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Prima di rispondere a tale specifico interrogativo, è utile focalizzare alcuni concetti chiave sul tema.

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-Cosa fare in caso di malattia?

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]La mutua dei lavoratori privati e dipendenti

Il lavoratore dipendente è tenuto, fin dal primo giorno, ad effettuare un controllo presso il proprio medico curante.

Accertata la malattia, il medico rilascia una apposita certificazione, di cui va presa nota del numero di protocollo (detto PUC) e richiesta copia cartacea per precauzione (n.b. in caso di richiesta espressa, il medico ha l’obbligo di inviare la certificazione richiesta all’indirizzo di posta elettronica)

Il rilascio della certificazione per malattia ha una procedura diversa a seconda:

  • Malattia inferiore a 10 giorni: Il lavoratore può rivolgersi anche ad un medico curante non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale, o non convenzionato con esso, quindi anche un libero professionista.
  • Malattia superiore ai 10 giorni. Il lavoratore deve rivolgersi esclusivamente al medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

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La mutua dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici

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-Che cosa si intende per malattia?

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]La mutua dei lavoratori privati e dipendentiLa malattia è una infermità che determina un’incapacità temporanea dal lavoro.

In base alla durata della prognosi il medico curante rilascia un apposito certificato di malattia che viene trasmesso telematicamente all’INPS dal medico.

La comunicazione deve avvenire immediatamente o al massimo entro il giorno successivo (se la visita è a domicilio).[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]

La mutua dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici

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Da quale giorno decorre la malattia?

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]L’INPS riconosce la prestazione di malattia, ai lavoratori assicurati soltanto dal giorno di rilascio del certificato.

In caso di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’INPS riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico.[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]

La mutua dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici

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La visita fiscale in che cosa consiste?

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In base alle norme vigenti sulla visita fiscale, si può uscire di casa durante il periodo di malattia solo al di fuori delle fasce di reperibilità:

Il lavoratore in malattia deve organizzarsi per uscire solo al di fuori di questi delimitati orari che valgono anche il sabato, domenica e i giorni festivi :

  • dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 per i lavoratori privati
  • dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 per quelli pubblici

salvi i casi di assoluta indispensabilità.

Si tratta di orari inderogabili;

Ogni anno l’INPS effettua per conto proprio o su segnalazione del datore di lavoro migliaia di controlli fiscali.

 Il medico fiscale incaricato della visita si reca al domicilio di reperibilità del dipendente in malattia.

Dopo aver esaminato il soggetto convalescente ed il certificato medico rilasciato con l’indicazione dei giorni esatti di prognosi, potrà confermare quest’ultimo e prolungare la prognosi di ulteriori 48 ore.La mutua dei lavoratori privati e dipendenti

In alternativa, potrà chiedere al lavoratore di sottoporsi ad una visita specialistica. 

La visita di controllo si conclude con la stesura di un verbale informatico,  trasmesso telematicamente all’INPS e reso accessibile al datore di lavoro.

La normativa di riferimento (Art. 25 del D.lgs. 151/2015-Decreto del Ministero del Lavoro 11/01/2016) e l’INPS ( Circolare Inps n.95/2016) riconoscono l’esenzione dalla reperibilità solo per le terapie salvavita.

In caso di esigenze improrogabili (ad esempio per un ricovero presso una struttura sanitaria), laddove vi siano stati patologici connessi a situazioni di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67% e in caso di infortunio o malattia professionale (in tali casi è competente l’INAIL).[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]

La mutua dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici

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-Che succede in caso di assenza del lavoratore alla visita fiscale INPS?

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]In occasione della visita medica di controllo domiciliare,  il lavoratore che viene trovato assente, viene invitato (a meno che non decida di riprendere l’attività lavorativa) con apposito avviso, a presentarsi in data specifica presso gli ambulatori della Struttura territoriale INPS di competenza.

In uno di questi ambulatori dovrà  presentare idoneo giustificativo per l’assenza alla visita di controllo domiciliare per non incorrere in sanzioni amministrative e disciplinari.

Se il lavoratore non si presenta neppure alla visita ambulatoriale di controllo, l’INPS ne da comunicazione al datore di lavoro e contestualmente il lavoratore è invitato a fornire la propria giustificazione, con un termine massimo di 15 giorni.

Se essa non arriva o non viene ritenuta valida, il datore di lavoro adotterà provvedimento disciplinare che può consistere nella decurtazione dello stipendio o nell’estrema sanzione espulsiva.

E’ bene ricordare che sono considerati dalla giurisprudenza casi di assenza non giustificata alla visita di controllo:

Non aver udito il campanello durante il riposo o per altri motivi;

-Mancanza del nominativo del lavoratore sul citofono;

-Non funzionamento del citofono o del campanello;

-Mancata o incompleta comunicazione della variazione di domicilio o del luogo di reperibilità;

– Espletamento di incombenze effettuabili in orari diversi.[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]

La mutua dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici

CORTE DI CASSAZIONE : UNA PRONUNCIA IN MERITO

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]Arrivo ora, in commento ad una recente pronuncia della Corte di Cassazione, a rispondere all’interrogativo formulato nell’incipit del presente articolo:

“è licenziabile il lavoratore in mutua che si reca a ritirare gli esiti delle analisi mediche effettuate proprio in concomitanza degli orari obbligatori di reperibilità?”

Con la pronuncia numero 19668 del 22/07/2019 la Corte di Cassazione così stabilisce: “ricorrere alle cure mediche non è di per sé una necessità che prevale sull’obbligo di rimanere a casa a disposizione per le visite di controllo

L’allontanamento dall’abitazione è consentito solo quando si tratta di casi di vera e propria «forza maggiore, di una situazione cogente che abbia reso indifferibile la presenza del lavoratore in un luogo diverso dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità».

Quindi, se il dipendente si allontana in quegli orari senza assoluta necessità (che può ravvisarsi in caso di ricoveri ospedalieri o di soccorso a parente in gravi condizioni), per andare a ritirare le analisi o dal dentista, non è giustificato;

poteva farlo altrimenti e quindi va sanzionato con la perdita automatica dell’indennità.

E il licenziamento?

 

La mutua dei lavoratori privati e dipendentiEsso andrà valutato caso per caso in base alla fattispecie concreta.

Se il lavoratore “evaso” ha comunicato prima agli organi di controllo l’assoluta necessità ed urgenza di uscire di casa negli orari di reperibilità, la sua condotta può essere valutata di minor gravità rispetto a chi elide ogni forma di controllo e di comunicazione richiesta dalla buona fede.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column]

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